Il garante della privacy e i social network

Ho letto l’opuscolo informativo del garante della privacy “Social Network attenzione agli effetti collaterali“. Dà alcune linee guida interessanti per  preservare la propria privacy nel momento in cui si decide di iscriversi (e partecipare attivamente) a un social setwork. Dà alcuni suggerimenti importanti e ricorda alcuni aspetti che le persone tendono a sottovalutare. Per esempio ricorda come molte aziende (come Dot Company ad esempio?) effettuano indagini sui social network con finalità di recruiting.

Ma in generale il punto di vista del garante è focalizzato alla persona, inteso come utente del social network. Pensiamo però ai social network di carattere più professionale e proviamo a vedere quiali possono essere gli impatti per una azienda o una organizzazione relativi alla presenza dei propri dipendenti o collaboratori su un social network quale Linkedin.

1.  Clienti: basta guardare i profili dei dipendenti di una azienda (in particolare per chi eroga servizi professionali) per scoprire il parco clienti al completo: con una indagine più accurata si arriva a scoprire nelle reti dei dipendenti i contatti dei clienti stessi;

2. Competenze chiave: vuoi togliere le persone chiave a un tuo competitor? Basta guardare i gruppi professionali, leggere i blog e le conversazioni, per capire quali persone sfilare al tuo avversario per metterlo in difficoltà nei servizi in cui sei in competizione.

3. In generale il problema è: fino a che punto l’azienda puo’ mettere naso in quello che scrive un dipendente on-line? Puo’ impedirgli di dare visibilità al proprio Cv (e quindi ai clienti per esempio presso cui ha lavorato?).

Vi cito ad esempio il caso di una azienda di servizi a cui recentemente Dot Company ha erogato i suoi servizi. Uno dei principali clienti di questa società impedisce ai fornitori di essere citato come cliente (che avrebbe impatti decisamenter favorevoli ai fini di immagine per il brand del fornitore).  Al tempo stesso i dipendenti della società in questione hanno tutti citato questa collaborazione nel profilo del cliente….. cosa può fare l’azienda a riguardo?

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Roberto si occupa di tutela della reputazione e del brand. "Il web 2.0 e' prima di tutto collaborazione, condivisione, sinergia del contributo di tutti".

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