E’ stato recentemente pubblicato un interessante studio sul brand engagement,a cura di Charlene Li, che ha messo sotto la lente d’ingrandimento i 100 brand più forti negli USA, analizzando ampiezza e profondità della loro esposizione su 11 canali sociali.
Lo studio si è posto come obiettivo quello di verificare se e quale possibile correlazione ci possa essere tra esposizione sui media sociali e le performance finanziaria di un’azienda.
Grazie ad una suddivisione dei brand in quattro categorie, a secondo del loro impegno nei media sociali, e assegnando un punteggio ad ogni canale da loro utilizzato, è stato possibile creare un ranking del loro livello di attività e verificare se e quale relazione ci potesse essere tra questo dato e la performance finanziaria.
E’ stata evidenziata una correlazione tra le aziende che sono particolarmente attive sul web 2.0 e presenti su più canali e le società con revenue e profitti sopra la media. Non solo, i profitti delle aziende che sono state categorizzate come Mavens (cioè fortemente attive sul web) sono cresciuti in media del 18% contro un calo pari al 6% dei brand meno attivi.
Questo dato non può che incoraggiare e favorire le aziende ad intraprendere la strada del Web 2.0 ed iniziare ad utilizzare questi nuovi canali, ma soprattutto ad integrali e renderli parte della loro cultura aziendale.
