Magari fossi nata stronza

Magari fossi nata stronza

di Elena de Blasio

Pagine 72 / ISBN 978-88-99257-61-3 / Settembre 2018
Ediz. cartacea: 9,90 euro

Con la sigaretta a penzoloni tra le labbra, rapito da quei versi che prendevano forma a pochi centimetri di distanza da me, la fissavo. Intorno a noi la piccola cagnolina che dormiva pacifica sul tappeto, la musica, i bicchieri di vino mezzi pieni sul tavolino e il posacenere stracolmo. Pensai che forse non doveva per forza finire male per noi. C’era qualcosa di buono, qualcosa per cui era valsa tutta quella fatica e quel dolore, quella rabbia e quelle domande a cui nessuno era mai riuscito a rispondere. Forse, in quel frammento di tramonto, vedere Elena scrivere le sue poesie mentre qualche lacrima solitaria le rigava le guance mi aveva fatto capire molte più cose di quante non ne avessi imparate in tanti anni passati a studiare. L’emozione è terapeutica. Non era un pianto carico di cose negative, dunque non mi preoccupai più di tanto quando la sentii singhiozzare sommessamente: semplicemente sapevo che era una cosa che doveva esser fatta. Per questo sprofondai ancora di più tra i cuscini del divano e le lasciai il suo tempo, nell’oasi di pace che un taccuino e una penna rappresentavano per lei in quelle occasioni. Poi il disco terminò, la sera arrivò e lei sorrise. Si alzò e stiracchiandosi come fanno i gatti mi disse: “Ti va di mangiare cinese?”.

Elena De Blasio, nata Firenze nel 1985, scrive sempre e ovunque. Su quaderni, fogli, foglietti che colleziona in vari cassetti insieme ai propri sogni, fin dalla tenera età. La sua esile corporatura è probabilmente dovuta alla bizzarra dieta, costituita principalmente da libri e cioccolata. Ha vissuto e viaggiato un po’ ovunque, da Londra all’Emilia Romagna, fino a perdersi per le strade soleggiate della California e del Brasile. Ha Berlino nel cuore e la Toscana nel sangue. Attualmente vive vicino a Milano, dove lavora come commessa in una libreria. Sogna segretamente di diventare la nuova “Pazza dei Navigli”.