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Il lamento del software

di Mario Bolognani

Pagine 236 / ISBN 978-88-99257-65-1 / Novembre 2018
Ediz. cartacea: 14,90 euro

ll futuro è sotto i nostri occhi e riguarda il declino del lavoro manuale a favore del lavoro creativo nei diversi campi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ma soprattutto nello sviluppo del software, motore insostituibile di tutte le tecnologie hardware esistenti. Dunque, il primo obiettivo è spostare il fuoco dell’attenzione di chi decide le sorti del Paese e dell’Europa dall’universo materiale a quello immateriale, cioè dalle tecnologie hardware alle tecnologie software.
Infatti, mentre le piattaforme hardware tendono a diventare commodity, è la tecnologia software il componente vitale e critico di ogni sistema reale, sia perché rappresenta la quota maggioritaria dei costi di progettazione, realizzazione e gestione dei sistemi complessi, sia perché l’industria del software, anche per ritardi e difficoltà nell’ingegneria del processo produttivo, è ad alta intensità di lavoro e di conoscenza e quindi rappresenta la principale opportunità di lavoro per le giovani generazioni dei Paesi sviluppati e anche dei Paesi in ritardo di sviluppo, ma con un sistema formativo evoluto.

Mario Bolognani (1940) dopo gli studi universitari ha operato dal 1965 nell’industria informatica (in Italia e all’estero) come ricercatore, progettista, manager, imprenditore e consulente di direzione. Nel corso della carriera ha realizzato esperienze in campi e attività assai diversi: dalla progettazione alla ricerca e sviluppo di sistemi software, alla ricerca tecnologica come funzionario scientifico dell’Unione Europea, all’attività di consulenza tecnologica e organizzativa, alla fondazione e direzione di imprese hi-tech, all’attività pubblicistica. È iscritto all’albo dei pubblicisti dal 1988. Si è dedicato all’insegnamento universitario, come professore a contratto, presso l’Università di Napoli, il Politecnico di Milano, l’Università di Pisa e l’Università Sapienza di Roma.
Dal 1976 al 1979 è stato responsabile nazionale per le politiche della ricerca scientifica e tecnologica presso la direzione del Partito Comunista Italiano. Negli anni più recenti è stato impegnato negli organismi di valutazione delle università e di altri enti pubblici nazionali. Autore di numerosi studi e articoli nel campo del software, della consulenza e della ricerca, ha pubblicato, fra l’altro, “Bit Generation” (Editori Riuniti, 2004), “Gestione delle società di software” (Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2003), “Le fabbriche invisibili” (con A. Fuggetta e F. Garibaldo – Meta Edizioni, Roma, 2002), “I segreti di un’impresa italiana di successo” (con S. De Vio, N. Melideo e G. Scifo – Il Sole 24 Ore, 2000), “La società dell’informazione” (con F. Garibaldo – Donzelli, Roma, 1996), “Informaticopoli” (il Cardo, Venezia, 1994), “Da software house a impresa di servizi” (Mondadori Informatica, 1991), “La socioinformatica” (FrancoAngeli, 1990), “Macchine astratte” (con E. Corti – FrancoAngeli, 1988) e “La fabbrica del software” (con E. Corti – FrancoAngeli, 1984).
Fin dagli anni giovanili si è dedicato alla pratica musicale. Suona il flauto traversiere barocco e ha fondato gruppi musicali e orchestre specializzate nella musica antica. Dal 2005 è impegnato nella trascrizione di musiche inedite e poco conosciute che raccoglie in un sito specializzato (baroquemusic.it) frequentato da musicisti di tutto il mondo.